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Il BLOG DI ELI
4 marzo 2011
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permalink | inviato da _Eli_ il 4/3/2011 alle 17:46 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
12 gennaio 2009
Nati fra il '55 e il '65: come siamo sopravvissuti

Ieri sera è stata una serata di forti emozioni.
Prima di cena ho terminato il libro di Carofiglio -"nè qui nè altrove, una notte a Bari", si intitola.
Già abbastanza emozionante, perchè è una storia autobiografica, sul passato e sul presente, e quello, Carofiglio, mi pare sia nato nel '61 o giù di lì.
Poi ho visto la serata dedicata a De Andrè su RAI 3.
Non so come commentare in italiano, è difficile tradurre commozioni in una lingua parlata.
Una massa infinita di ricordi, stati d'animo (e non perchè non avessi più ascoltato canzoni di De Andrè, tutt'altro. Ma di certo non avevo sentito il suonatore Jones direttamente cantata e suonata a Spoon River...), pensieri, atmosfere di adolescenza e tempi, pezzi di vita, impressioni, contraddizioni, passioni, crescita, piccoli e grandi dolori, piccole e grandi gioie.
Beh, poi si sa, io odio piangere per stato emozionale e commozione. Ma non è che non mi verrebbe: è solo che sopprimo, mi blocco da sola, col risultato che sto ancora più "emozionata dentro".
In questi ultimi giorni, tra l'altro -e vedi come certe volte le cose sembrano davvero "disegnate" apposta-, su feisbuc sto reincontrando diversi amici e amiche di quegli anni.
Mi stupisco sempre quando vedo che sono loro che mi cercano, e si ricordano di me, come io di loro.

Poi mi è venuta in mente pure un'altra considerazione: caspita che tempi profondi -MA ANCHE TRISTI!- che abbiamo vissuto!
Un'adolescenza a cantare, sentire e suonare di amori perduti, guerre, drammi esistenziali. Per non dire di Guccini che manda il ferroviere anarchico a schiantarsi con la locomotiva e S.F. già morta in un incidente stradale. E se pure uno voleva fare un pochino il disimpegnato, c'era sempre Battisti che si illudeva che Francesca non lo avesse tradito. Marò.
come siamo sopravvissuti ad un suicidio di massa?

Scherzo, ovviamente. Sono felice di essere vissuta nel mio tempo.

P.S. K. mi ha spiegato come si mettono i video da youtube a qui! DOPO CI PROVO!!!
A dopo, dunque!   


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permalink | inviato da _Eli_ il 12/1/2009 alle 19:12 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (9) | Versione per la stampa
17 dicembre 2008
Due o tre cose su di me (spezziamo il ritmo)

Oggi ho lavorato male. Perchè non ho avuto pazienza, perchè non ho lasciato asciugare gli strati di colla e di colore, perchè ho steso una vernice all'alcol su una superficie di carta bianca incollata su un supporto dipinto di scuro (arg!), perchè ho fatto altri errori. Ho fatto un gran casino, o forse no, posso rimediare tutto. C'è sempre da rimediare. Però è un segnale: non mi sono mai conosciuta così bene come da quando mi applico a questi lavori artigianali che hanno bisogno di TEMPO. Tempo di attesa, fra una fase e l'altra.
Ci sono giorni magici. Produco cose che mi piacciono molto, e sto lì, attenta, in genere felice per qualche motivo, o serena, con una prospettiva, un'idea. Altri giorni drammatici, tutto ciò che tocco mi scotta in mano. E poi i giorni così così: accade quando mi rendo conto che sto affrettando, e mi fermo, osservo, prendo fiato.
Ho scoperto che Rospis non è nato paziente: usa il mio stesso metodo. E' inquietante questa similitudine.
(Pausa)
Uno di questi giorni non voglio guardare l'orologio, e voglio mettere a posto i cassetti: sono due anni che ci butto dentro di tutto, e più o meno so cosa c'è, ma in quale ordine davvero non so.
(Pausa)
In ufficio dovrei fare lo stesso, fra il sesto piano e il quinto: ma per ora mi sento ancora nomade.
Se penso che è passato un altro anno, mi pare davvero che sia corso via. E' stato pesante, istruttivo, e anche relativamente veloce: o è solo una mia impressione. L'anno scorso, di questi tempi, iniziavano almeno tre brutte esperienze, che si sono concluse, ma che fatica.

Stamattina la giornata è iniziata a prendermi cura, ma non di me. Ogni tanto accade che qualcuno mi dica "ti devo parlare". Ma non di me. Ascolto, dò consigli, dico la mia, e non so proprio perchè sembro così saggia, perchè a me non pare di esserlo tanto. Vabbè, comunque stamattina il problema (non mio) riguardava i rapporti personali interni alla Cgil aziendale, e mi sorprende come ci siano gruppi e persone che non cambiano mai le loro dinamiche, neanche per noia manifesta. Mi sorprende anche che talvolta qualcuno pensi che io sia "da temere". Evidentemente devo dare l'idea di essere molto forte e determinata. Ora la favola metropolitana è "Elisabetta si vuole riprendere la Cgil". Sì, come no. Sto progettando un grandioso golpe :-D, una versione rivista e corretta del golpe che -secondo qualcun altro- avrei dovuto complottare a via dei Giubbonari :-D.
In genere lascio che queste favole corrano, qualche volta le alimento pervedereleffettochefà. Per certi versi alimento il mio narcisismo: in fondo non è male sapere che "temono le tue mosse". Ma poi mi stanco subito, è un gioco divertente per due o tre giorni.
Di certo, che mi temano o meno, mi vengono a raccontare tutti i cazzi loro. E vabbè. Va bene così.

(Pausa)
Sento che sarebbe ora di cominciare un nuovo racconto: "sento" che vorrei provare a raccontare qualcosa che metta in ridicolo il passaggio fra la vita e la morte, ma è molto difficile. Non mi manca la vena comica, nè quella drammatica: il difficile è metterle insieme.
(Pausa)
Due giorni fa è morta una anzianissima zia di mamma. Io non la vedevo da almeno 15 anni, tanto che lei chiedeva spesso a mia madre "Eli è sempre tanto bella?". Brutti scherzi della memoria fa l'età. Sono stata tanto bella a cinque mesi, a cinque anni, a quindici, a venticinque e poi mai più. Però lei, a novantacinque dei suoi anni, mi ricordava così, e forse si riferiva proprio alla neonata, chè effettivamente ero bella da neonata, perchè avevo già tanti capelli e due occhi enormi. Mò ogni tanto penso che sono un cesso, ma che non importa, perchè ho un'età che può permetterlo.

(Pausa, e ancora pausa)
Qualche volta mi soffermo a pensare a quante persone ho conosciuto in questi 48 anni, e credo diverse migliaia. Dà da pensare, direbbe Marilyn.
(Pausa)
Sulla pagina feisbuc di mia cugina Francesca ho trovato l'immagine di questo quadro tedesco: lo trovo bellissimo. Nonostante i molti pareri contrari, credo che la protagonista dell'eleganza del riccio abbia proprio qualche ragione: c'è in questo romantico la lezione fiamminga.


      

Articolo 5
Nessun individuo potrà essere sottoposto a tortura o a trattamento o a punizione crudeli, inumani o degradanti.


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permalink | inviato da _Eli_ il 17/12/2008 alle 22:10 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (14) | Versione per la stampa
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