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Le cose ovvie

Ogni tanto non sembri inutile dire cose ovvie e risapute. Una di queste è: nulla è eterno, perlomeno in ambito, come dire, "antropologico".
Non è inutile dirlo perchè alle volte lo sconforto è tale, da sembrarci eterna la situazione che lo crea.
E, a seguire, inizio dalla fine: il berlusconismo ha i giorni contati. Non "Berlusconi", ma proprio il "berlusconismo". E vado a dire secondo me il perchè.

1. Il berlusconismo, fenomeno culturale ormai ventennale, può essere definito in molti modi e sotto ogni aspetto. E' una forma di populismo -cura il consenso attraverso la mera trasposizione degli "umori" dell'elettorato, lasciandoli intatti ed esaltandoli, non proponendo altro che soddisfarne gli esiti-, di individualismo sfrenato -esalta la libertà disgiunta dalla responsabilità-, di leaderismo -al leader si delegano le soluzioni degli affanni-, di sessismo -rimarca i ruoli dei sessi spacciandoli per "naturali"-, di imbonimento -la propaganda non è diretta, ma si assume lentamente attraverso le pratiche di intrattenimento.
Per tutti questi motivi, il fenomeno è rilevabile soprattutto in italia, paese nel quale le particolari vicende di passaggio economico "drastico" hanno creato un vuoto politico di vasta entità (mi riferisco a tangentopoli e al crollo di molti dei partiti politici nati dopo la seconda guerra mondiale su ideologie ancora più datate e sparse sostanzialmente in tutto il mondo occidentale.)
C'è invece uno degli aspetti del berlusconismo che non è "tipico", ed è quello della finalità socio-economica. Il berlusconismo, in modo palese o no, si rifà ad un neoliberismo la cui regola principale è "il mercato si regola da sè", e socialmente tende ad affermare il primato delle rendite e dei profitti sul lavoro.

2. Per qualche motivo che si può indagare, questo nostro paese alle volte ha dei ritardi sulle cose che accadono al di là delle alpi. Cominciammo a fare i colonialisti, per dire, più o meno negli anni in cui tutti gli altri smettevano.
Ebbene, questo modo recente di guardare alla distribuzione delle risorse e alla globalizzazione dei mercati ("il mercato si regola da sè" e "chisseneimpippa se aumentano i profitti e si riducono i salari") nel resto dell'occidente era già in voga da anni, facendo danni inenarrabili (un paio di sanguinose guerre in medio oriente, due o tre speculazioni immobiliari, e una crisi finanziaria spaventosa).

3. Nel resto del mondo questa ideologia non va più di moda perchè crea più problemi che soluzioni. Anche l'italia dovrà adeguarsi, e così sarà. Più difficile sarà togliersi di dosso tutto ciò che di "pittoresco" c'è in questo paese, ma non dispero affatto, perchè una cosa è a sostegno dell'altra.  L'importante è resistere più dello sconforto, ma in questo siamo bravi ;-)      

Pubblicato il 10/3/2011 alle 17.19 nella rubrica Politica.

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